Gli allagamenti della zona del Campasso

Le forti piogge di domenica scorsa hanno prodotto un forte allagamento al Campasso, evidenziando alcune criticità emerse già durante la costruzione del viadotto San Giorgio.Il versante collinare del Campasso, dove sono presenti i pilastri del viadotto e della cosiddetta “elicoidale”, non contiene infatti l’effetto delle forti precipitazioni. Ecco allora il verificarsi dell’allagamento dell’area sottostante, in particolar modo nella zona del parcheggio dell’azienda dolciaria Bonjour e di via del Campasso: acqua e fango, domenica, sono scesi dal versante collinare riversandosi a valle, senza alcun contenimento e occludendo le caditoie.

Sulla questione, questo pomeriggio, durante il Consiglio Comunale, Alberto Pandolfo – Pd – ha interrogato l’assessore Piciocchi, per conoscere quali interventi ha in programma l’amministrazione con l’obiettivo di risolvere questa situazione, da tempo denunciata al Commissario Bucci ma sulla quale il Comune non è ancora intervenuto.

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“Durante la costruzione del Viadotto Sangiorgio, l’Osservatorio Campasso aveva segnalato alla struttura commissariale che la collina stessa rappresentava un costante pericolo – spiega Pandolfo – . Già prima della caduta del Morandi, con le forti piogge, acqua e fango si riversavano dalla collina al parcheggio della Bonjour e alla strada che porta a Brin e allagavano, nei periodi alluvionali, l’intera via Campasso bassa. In quel periodo, almeno, la collina presentava alberature, anche se non era prevista alcuna manutenzione dell’area. Dopo la caduta del Ponte, tutte le alberature sono state rase al suolo, anche sotto l’elicoidale. Una volta terminati i lavori del Ponte e dell’elicoidale, sono state create alcune distese di terriccio, ed è stato piantato piccolo rametto che potrebbe diventare alberello, ma nulla di più. L’erba presente si è già seccata e gli alberelli sono ancora minuscoli.  L’assessore Piciocchi ha dichiarato di aver interessato Società Autostrade. Credo sia necessario verificare che i lavori necessari vengano effettuati al più presto, considerato che con la stagione autunnale il rischio di forti perturbazioni e di dissesto idrogeologico aumenta sensibilmente”” Conclude.

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