Lo sgombero del Terra di Nessuno

E’ partito alle 6.30 di questa mattina lo sgombero del centro sociale Terra di nessuno del Lagaccio da parte della Polizia locale.

All’interno del centro sociale dormivano quattro ragazzi, che sono stati svegliati dalla polizia.

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Lo sgombero è avvenuto dopo che  sentenza del Tar  a gennaio aveva dato ragione al Comune di Genova per riottenere la proprietà dello spazio occupato dal 1997 in via Bartolomeo Bianco.

Il centro sociale aveva in calendario un’iniziativa musicale questo sabato. E per fine ottobre era in programma un concerto per devolvere fondi al canile di Monte Contessa.

Il Tar nella sua sentenza aveva il riconosciuto che “l’immobile è stato effettivamente utilizzato per fornire servizi di rilevante interesse sociale ai giovani e alla cittadinanza in generale” ma aveva riconosciuto il diritto del Comune di Genova a recuperare l’immobile proprio per la scadenza della concessione e il mancato pagamento dei canoni (circa 7 mila euro).

Un gruppo di attivisti ha organizzato un piccolo presidio di protesta contro lo sgombero.  Il traffico è chiuso sul Ponte degli Acciai e in via Napoli. 

Lo sgombero non è passato inosservato e alcuni rappresentanti dei partiti politici genovesi si sono espressi in merito.

Mattia Crucioli del M5S aveva pensato di trasferire la sua attività all’interno del centro, Cristina Lodi Pd così scrive sulla sua pagina facebook “

Le modalità con cui sta avvenendo lo sgombero di Terra di Nessuno creano tensione . Le istituzioni dovrebbero lavorare per il contrario. Ma questa è un’altra storia. Spero di trovare l’amministrazione comunale a gestire ciò che ha iniziato Sto andando sul posto.”

Attraverso un comunicato stampa è intervenuto anche Roberto Murolo, Fratelli d’Italia: “Ai frequentatori di Terra di Nessuno, come di altre realtà simili, uno Stato serio deve garantire libertà di parola e di associazione, secondo Costituzione – afferma Murolo – Non può e non deve tollerare l’abusivismo, l’occupazione di immobili o terreni, addirittura la pretesa di far pagare alle istituzioni pubbliche, ovvero ai cittadini, bollette e servizi”.

“È vero: la sentenza del Tar attribuiva al Comune il potere di recuperare l’immobile. Ma la sentenza non dice solo questo: riconosce il valore sociale e culturale di uno spazio autogestito, importante per il territorio e il quartiere. – scrive Gianni Pastorino, Leu su facebook – E quindi qual è la progettazione di Bucci per le persone giovani, la socialità, la cultura? Inesistente.”

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