Venerdì inizia il processo sul crollo di ponte Morandi

E’ previsto per venerdì mattina l’inizio del processo per il crollo del ponte Morandi che vede indagati 59 persone, accusate di omicidio colposo, disastro colposo, crollo, attentato alla sicurezza dei trasporti.

Il maxi processo sarà un percorso a ostacoli, una battaglia giudiziaria in cui soltanto le udienze preliminari impegneranno giudice, Procura, avvocati e indagati per settimane, se non mesi.

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Fulcro centrale del processo sarà rispondere ai quesiti: un buon gestore/manutentore avrebbe potuto/dovuto accorgersi delle condizioni in cui versavano i cavi ed intervenire porre rimedio? Chi non ha fatto quanto avrebbe avuto l’obbligo di fare in relazione al suo ruolo e alla sua area di competenza? Il disastro era inevitabile?

Spicca fra gli indagati l’ex Ad di autostrade Giovanni Castellucci.

Dal tg della 7 trapelano le possibili linee difensive di Castellucci: la possibile richiesta di ricusazione del Giudice per l’udienza preliminare, Paola Faggioni come prima mossa.

La motivazione sarebbe da ricercare nella richiesta che fece il giudice Faggioni, ottenendo gli arresti domiciliari di Castellucci, per il filone d’inchiesta parallelo a quello del crollo del ponte dedicato ai pannelli fonoassorbenti. Secondo i legali dell’Ad di autostrade, si sarebbe espressa una valutazione complessiva sull’operato di Autostrade, fatto che viene ritenuto come una prova della mancanza di ‘equinimità’ del Gup. 

Il giudice Faggioni potrebbe decidere di rinunciare all’incarico oppure di sottoporsi al giudizio: la decisione, in questo caso, avrebbe tempi brevi e tutti gli atti non aventi valore di prova presentati in udienza sarebbero validi anche in caso di sostituzione della giudice.

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