Prevista protesta domani al terminal PSA

E’ prevista per domani una protesta al terminale PSA di Prà. Lo si legge in un volantino che già gira nelle chat e verrà consegnato a tutti i lavoratori.

“Non cadiamo nel tranello del tampone gratuito, la nostra è una lotta di tutti” si legge.

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I lavoratori intendono non entrare al lavoro come forma di protesta contro l’entrata in vigore del Green pass prevista per venerdì 15.

Abbiamo lavorato sempre, anche in piena emergenza sanitaria, e nessuno si è mai preoccupato di noi” spiegano in riferimento al fatto che anche in piena pandemia, quando quasi tutti i settori erano in lockdown, i porti non si sono mai fermati.

Che cosa rischiano i lavoratori senza Greenpass? Il lavoratore, pubblico o privato privo del certificato verde verrà considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del green pass; nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta. Nel caso in cui il lavoratore acceda al luogo di lavoro senza green pass, il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa. Infatti il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore. Oltre alla retribuzione, non sarà più versata al lavoratore senza green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio. I lavoratori autonomi che svolgono la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nelle sedi dell’azienda sono soggetti al controllo.

Sul fronte autotrasporto, invece, le decisioni sono molto chiare.

Giuseppe Tagnochetti, Coordinatore di Trasporto Unito, raggiunto al telefono ha confermato che “i tamponi, come indicato dal Governo, sono a carico dei lavoratori. Le aziende di autotrasporto sono molte e hanno differenti sensibilità e differente organico. Starà al titolare dell’azienda decidere se aiutare i lavoratori pagando il tampone o se procedere con la sospensione.”

Effettivamente per una azienda con 2/3 dipendenti, anche in considerazione del fatto che si trovano molto difficilmente autisti, risulterà meno oneroso pagare il tampone rispetto ad aziende con 500 ed oltre dipendenti. Quello che potrebbe avvenire è un ritardo nella consegna delle merci a causa delle sospensioni degli autisti che, al momento, risultano in percentuale del 30% sprovvisti di Green Pass.

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