Il tunnel sotto il porto

Una novella senza fine quella del tunnel sotto il porto.

L’inizio nel 2002, quando la società Tunnel di Genova s.p.a, costituita dalla giunta Pericu e partecipata da Comune, Autorità portuale e Cassa depositi e prestiti, decise di istituire una gara di progettazione per realizzare questa opera che poteva costituire una alternativa alla sopraelevata.

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Vinse la gara Genova Crossing Joint Venture costituita da High Point Rendel di Londra, D’Apollonia spa di Genova, Technital spa di Verona e Tec di Veenendaal.

Il costo avrebbe dovuto essere circa 500 milioni di euro per   700 metri di tunnel fra Calata Gadda e San Benigno, sott’acqua fino a 35 metri di profondità, due gallerie a tre corsie ciascuna. Il costo dei pedaggi avrebbe, in parte, ripagato la realizzazione.

M il progetto si arrenò anche perchè in molti, in porto, non erano convinti della bontà del progetto e della necessità di realizzarlo a costi così elevati.

Si ritornò a parlare del tunnel durante il mandato a Sindaco di Marta Vincenzi. Anche in questo caso il progetto subì uno stop e sotto il mandato a Sindaco di Marco Doria nel 2015 a Palazzo Tursi insieme al presidente di Autorità portuale Luigi Merlo venne firmato  l’atto di vendita delle quote azionarie della società Tunnel Spa finora appartenute all’Autorità portuale. Prezzo 500 euro “cifra simbolica”.

Fino ad arrivare ad oggi quando il progetto viene riesumato: il tunnel dovrebbe essere costruito da Autostrade. Si legge che la sopraelevata verserebbe in condizioni di pericolo e instabilità e che il tunnel rappresenterebbe la valida alternativa.

Ma Pietro Piciocchi, assessore comunale ai lavori pubblici , invece, conferma “Me lo hanno confermato nuovamente poco fa gli uffici della manutenzione strade: la Sopraelevata è stata controllata tutta dopo il crollo del ponte Morandi e non ha nessun problema strutturale, perciò è assolutamente sicura“.

Viene di istinto quindi chiedersi: non sarà quindi l’ennesima scusa per poter avallare l’accordo per 1,45 miliardi di investimenti infrastrutturali di Autostrade siglato ieri di cui 700 milioni per il tunnel subportuale tra San Benigno e via delle Casaccie?

Sempre Piociocchi risponde: “Oggi la Sopraelevata è monitorata e controllata e per la manutenzione il Comune spende mediamente dai 500mila euro a un milione all’anno. Non ha criticità statiche. Probabilmente Autostrade voleva giustificare la necessità dell’intervento, ma noi lo avremmo sposato a prescindere, non perché la Sopraelevata sia insicura ma perché la riteniamo un’alternativa viabilistica migliore”.

E la novella sena fine continua.

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