Una bomba nel salone della Banca dell’Agricoltura, affollato di persone, in un pomeriggio di cinquantasei anni fa: il 12 dicembre 1969 quei 17 morti e 88 feriti rivelarono drammaticamente l’esistenza di un progetto terroristico, che nei decenni successivi avrebbe seminato paura e
morte con gli attentati ai treni, le stragi alla Stazione di Bologna, di piazza della Loggia a Brescia, di via dei georgofili a Firenze.
Un filo che si dimostrò sempre più nero, legato all’ultradestra, a pezzi deviati di Stato e a collegamenti internazionali inquietanti.
Ma come si arrivò a quella bomba, chi c’era alle spalle, quali furono i segnali che l’Italia alla fine del boom e all’inizio dell’autunno caldo, non capì? Esistevano davvero i rischi di un golpe e di una svolta autoritaria? Ma chiediamoci anche cosa ne sappiamo, e quali siano i fili che legano quegli anni alle svolte sovraniste di oggi.
Un argomento delicato e affascinante, quello di cui discuteranno mercoledì 3 dicembre (ore 16, sala “Giannetto d’Oria” del Centro Civico Buranello a Sampierdarena) il viceProcuratore Generale Francesco Pinto e il presidente di Anpi Genova, Massimo Bisca.
L’incontro, dal titolo “La storia poco conosciuta.Come siamo arrivati alla bomba di piazza Fontana con 17 morti e 88 feriti?” è stata promossa dal Circolo Auser Martinetti, l’ingresso è libero.