Un ritratto intimo, sorprendente, accogliente

Martedi 26 maggio, alle 18.00, sarà presentato al Quadrivium il volume fotografico “Genova Dentro”

Che cosa si rivela oltre le facciate di Genova, nei suoi palazzi storici, nei vicoli stretti, nelle case affacciate sul mare? Come vivono i genovesi i loro spazi, che da fuori possiamo solo giocare a indovinare?

Martedi 26 maggio, alle 18.00, sarà presentato al Quadrivium il volume fotografico “Genova Dentro”

Interessante appuntamento martedi 26 maggio alla Sala Quadrivium della chiesa di Santa Marta, a due passi da Piazza Corvetto, con accesso da via Roma / largo Eros Lanfranco. Alle 18 sarà presentato l’atteso libro fotografico “Genova Dentro”, della fotografa svedese, ma trapiantata da tempo a Genova, Lena Möhler.

Che cosa si rivela oltre le facciate di Genova, nei suoi palazzi storici, nei vicoli stretti, nelle case affacciate sul mare? Come vivono i genovesi i loro spazi, che da fuori possiamo solo giocare a indovinare? Domande che trovano risposta nel volume realizzato dalla fotografa, che con la sensibilità del suo occhio fotografico ha visitato le abitazioni per lei più particolari e interessanti, cogliendone la quotidianità, le storie, le cose.

Ne è nato un ritratto intimo, sorprendente, accogliente. Un invito personalissimo a scoprire “Genova Dentro”.

Che cosa si rivela oltre le facciate di Genova, nei suoi palazzi storici, nei vicoli stretti, nelle case affacciate sul mare? Come vivono i genovesi i loro spazi, che da fuori possiamo solo giocare a indovinare?

Lena Möhler è nata a Götebörg 1948, dove ha studiato e lavorato nel campo della grafica, della fotografia e del giornalismo.

Nel 2017 pubblica il suo primo libro fotografico “Apricale”, in italiano e inglese.

Dal 2020 ha scelto di vivere a Genova per amore della città, cui dedica nel 2023 il suo secondo libro fotografico: “Genova scatti d’amore”.

Il volume è in formato 21x30cm, conta 200 pagine a colori, con testo in lingua italiana ed inglese, e le edizioni sono della genovesissima Galata Edizioni di Fabrizio Càlzia.