Scuola: fibrillazione e mal contento tra genitori ed alunni dell’Istituto Comprensivo San Martino Borgoratti, uno dei più grandi dell’intero territorio regionale per numero di alunni, di scuole e per vastità territoriale dell’area geografica.
Il motivo è che i genitori sono venuti a conoscenza che l’Ufficio Scolastico Regionale ha tolto due cattedre di Potenziamento: una di tecnologia ed una di scienze motorie, contrariamente ad altre scuole dove tutto è rimasto immutato.
Entrando nei particolari, si tratta di un Istituto molto complesso, con 13 plessi tra scuole secondarie di primo grado, primarie ed infanzie, suddiviso tra 2 Municipi (Levante e Centro Levante), con molti alunni e con un territorio molto vasto che comprende anche le alture della città: da San Martino a Borgoratti, da San Desiderio a Bavari fino ad Apparizione sul versante dei Monti Fasce e Moro.
In questo contesto le “cattedre di potenziamento” offrono sicuramente un contributo fondamentale nel rafforzare l’offerta formativa, nel sostenere gli alunni con attività di supporto, progetti di recupero e di potenziamento tramite con presenze e potendo coprire supplenze temporanee.
In particolare è importante ricordare che sono spesso i bambini e ragazzini più fragili, quelli con i cosiddetti BES (acronimo di Bisogni Educativi Speciali), ad usufruire del prezioso lavoro di queste persone.
Le cattedre di potenziamento finora presenti nella scuola hanno consentito l’attivazione di progetti e percorsi formativi in orario extracurricolare (attività sportive, corsi di robotica, gestione del nuovo catalogo della biblioteca scolastica) che hanno avuto un riscontro estremamente positivo tra le famiglie e una ricaduta costruttiva sul territorio. Quindi le cattedre di “potenziato” contribuiscono in modo fondamentale a portare avanti l’offerta formativa dell’Istituto e sarebbe un grave danno esserne privati. In questi anni inoltre le tre cattedre di potenziamento hanno consentito di non gravare sulle risorse della scuola per la realizzazione dei vari progetti che hanno consentito all’utenza di sperimentare molteplici percorsi formativi.
Tra l’altro, nella scuola non investono solo i docenti ma anche il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) numericamente insufficiente per la gestione di un istituto complesso e numericamente consistente come quello di San Martino Borgoratti.
Il Team Digitale, creato circa 10 anni fa, in questo periodo è riuscito a dotare tutto l’Istituto, che prima non aveva quasi nulla, di PC, di Smart Board, di stampanti 3d, di laboratori informatici, di attrezzature per la robotica; inoltre è stato affrontato il Covid, organizzando prima la Didattica a Distanza e poi quella Digitale Integrata, gestito con grande fatica ma con ottimi risultati i vari PNRR, PN, PON….
Il Collegio dei Docenti aveva anche deliberato di tenere un corso pomeridiano di robotica per gli alunni, che si sarebbe dovuto svolgere a partire da settembre prossimo.
Saltando il programma, verranno a mancare ore preziose per la scuola, indipendentemente da chi le ricopre. C’è inoltre da sottolineare il fatto che questi tagli al potenziamento sono stati fatti su tante scuole su indicazione del Ministero: “Un segnale che conferma che come al solito -spiegano i genitori – i soldi per la scuola sono sempre meno, nonostante l’importanza che dovrebbe avere l’istruzione dei ragazzi. Inoltre l’insegnante che teneva queste lezioni di fatto è già stata trasferita”.
Insomma tra i genitori c’è una autentica scesa in campo.
Sono state raccolte firme, inviate lettere Pec (raccomandate).
Nella missive, i genitori esprimono “la più profonda preoccupazione in merito alla paventata revoca della cattedra di potenziamento di tecnologia da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale. Tale provvedimento rischia di compromettere seriamente la qualità e la continuità del servizio scolastico. Le ore di potenziamento tecnologico hanno finora rappresentato una risorsa strategica per l’istituto…”.
Ora sta al all’Ufficio Scolastico Regionale dare risposte. Chiare.