Dal 26 giugno al 12 luglio a Palazzo Ducale

Al Ducale si inaugura la splendida ed interessante Mostra fotografica “Genova appena ieri” di Paolo Lembo

Una delle sezioni più interessanti della Mostra riguarda le camerate dell'Albergo dei Poveri ancora popolate dai suoi anziani ospiti, che Lembo riuscì ad immortalare grazie a un permesso speciale. Si tratta di un'affascinante raccolta di scatti in bianco e nero che immortala l'anima e il volto della Superba in quegli anni di transizione. Il progetto è stato pubblicato in un volume edito da Casa Editrice Serena.

Al Ducale si inaugura la splendida ed interessante Mostra fotografica “Genova appena ieri” di Paolo Lembo

Una importante Mostra fotografica sulla Genova di una volta, sarà inaugurata a Palazzo  Ducale “Spazio Aperto” (nel loggiato a sinistra entrando da piazza Matteotti) venerdì 26 giugno, alla ore 11.00. Il libro che raccoglie le opere si intitola “Genova appena ieri”.

Protagonista Paolo Lembo, architetto genovese trasferitosi diversi decenni fa a Roma per lavoro. Lembo ha raccolto un certo numero di sue fotografie inedite che aveva scattato a Genova negli anni ’60 e nei primissimi anni ’70. Tutte le foto sono di notevole artisticità, con immagini che testimoniano, in modo originale e in tutti i suoi aspetti, la realtà della città in quel decennio ormai lontano.

“La mostra nasce da due mie esigenze ben distinte ma collegate – spiega l’Autore -. La prima è contribuire con il ricavato della vendita del libro alle necessità dell’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini, al quale devo la vita per le cure ricevute nel marzo/aprile 1944 appena nato, dopo un bombardamento della città di Genova da parte delle forze angloamericane. La seconda – continua Lembo – è testimoniare il periodo 1960/70 con i grandi cambiamenti che la città vide sia in campo economico e sociale, ma ancor più nell’ambito culturale e musicale. Purtroppo accanto a tante cose positive avvennero anche scempi in campo urbanistico ed architettonico che per me furono particolarmente dolorosi.

Ricordo in particolare lo sventramento del quartiere Piccapietra e di quello di via Madre di Dio dove le ruspe non si fermarono neanche davanti alla casa natale di Niccolò Paganini.

Le foto esposte sono il frutto di una scelta tra migliaia – prosegue Paolo Lemboe  sono state realizzate a partire dai primi anni ’60 prima con la fotocamera Kodak “Retinette” di mio padre, poi, dopo l’iscrizione alla facoltà di Architettura, con la prima reflex “Exacta TL”, quindi, dopo il trasferimento a Firenze nel 1965 con la bellissima Asahi “Pentax Spotmatic” che mi ha accompagnato anche durante l’alluvione del 1966. Collaborando poi con studi di architettura ho dovuto quindi inevitabilmente passare a fotocamere professionali come la “Pentacon Six” ed infine con l’insuperabile “Linhof 6×9” con le quali ho effettuato buona parte degli scatti esposti.

L’avvento poi delle fotocamere automatiche, delle digitali e dei telefonini, peraltro utilissimi, con le loro semplificazioni e facilitazioni nell’uso ha disincentivato lo studio necessario per un corretto rapporto tra soggetto e oggetto della foto. Per non parlare -conclude l’Autore – dell’avvento della cosiddetta intelligenza artificiale che permetterà la totale falsificazione della realtà in favore di una realtà virtuale”.

Una delle sezioni più interessanti della Mostra riguarda le camerate dell’Albergo dei Poveri ancora popolate dai suoi anziani ospiti, che Lembo riuscì ad immortalare grazie a un permesso speciale.

Insomma, la mostra “Genova appena ieri” è un’affascinante raccolta di scatti in bianco e nero che immortala l’anima e il volto della Superba in quegli anni di transizione. Il progetto è stato pubblicato in un volume edito da Casa Editrice Serena.

La Mostra è visitabile sino al 12 luglio.