In occasione del Giorno del Ricordo, martedì 3 febbraio alle ore 11.30 il Mei – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, con sede in Piazza della Commenda, promuove una giornata di incontri e approfondimenti rivolta in particolare alle scuole,
dedicata a una pagina cruciale della storia delle migrazioni forzate italiane, l’esodo giuliano-dalmata.
L’evento, organizzato in occasione del Giorno del Ricordo, è organizzato in collaborazione con la Società di Studi Fiumani.
Il Giorno del Ricordo, celebrato il 10 febbraio, commemora le vittime delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata e le complesse vicende del confine orientale.
Tra il 1945 e il 1956 circa 300.000 italiani furono costretti a lasciare l’Istria, Fiume e la Dalmazia, territori passati dalla sovranità italiana a quella jugoslava nel secondo dopoguerra.
Una parte significativa dei profughi si stabilì in Italia, mentre decine di migliaia emigrarono verso le Americhe e l’Australia, dando origine a nuove comunità della diaspora italiana.
La mattinata comincerà con una visita guidata al museo, con particolare attenzione alle storie dell’esodo giuliano-dalmata presenti nel percorso espositivo. Seguiranno i saluti istituzionali di Paolo Masini, Presidente della Fondazione MEI, un’introduzione del Dott. Mario Bozzi Sentieri, Consigliere della Fondazione
MEI, sulla nascita e il significato del Giorno del Ricordo, un saluto della Vicepresidente Regione Liguria Simona Ferro e dell’Assessora Arianna Viscogliosi per il Comune. Interverranno inoltre Marino Micich, Direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume, e il Professor Marco Martin, docente di Lettere Classiche e di Letteratura Italiana presso il Liceo Classico e Linguistico C. Colombo di Genova e Dottore di Ricerca (PhD) in Storia Greca presso l’Università di Genova.
A impreziosire l’incontro sarà la testimonianza dell’esule Abdon Pamich (nella foto), uno dei più grandi atleti italiani del Novecento, vincitore della medaglia d’oro nella marcia alle Olimpiadi di Tokyo del 1964.
Pamich, costretto da bambino a lasciare Fiume città a seguito dell’esodo giuliano-dalmata, nel suo racconto intreccia memoria personale e storia collettiva, restituendo ai ragazzi il dramma dello sradicamento e la forza della ricostruzione di una nuova vita.
La conferenza verrà introdotta dalla proiezione del breve filmato “Addio Pola”.