Il Circolo si trova a Marassi

Genova ricorda Alessandro Floris, assassinato nel 1971 dai terroristi

Un fatto che fece scalpore in tutto il Paese

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A Marassi esiste il "Circolo Alessandro Floris", un impiegato barbaramente ucciso nel 1971 dai terroristi.  Nel suo ricordo, a distanza di oltre mezzo secolo, il Circolo è nato a nuova vita. Due militanti del Gruppo XXII Ottobre tentarono una rapina; Floris, scapolo trentunenne, lavorava da tre anni allo IACP ed era addetto alla scorta durante la consegna degli stipendi e il prelievo dei valori; il giorno della rapina stava trasportando una borsa contenente del denato (17 milioni di lire) e cercò di resistere ai due rapinatori e, già colpito a morte con una revolverata nell'ombelico, tentò di bloccare la fuga dei malviventi aggrappandosi alla caviglia di uno dei due durante la fuga in Lambretta. Durante l'azione, uno studente universitario fotografò casualmente il momento dell'omicidio: la foto fu di grande aiuto per le indagini ed ebbe diffusione sulla stampa nazionale e internazionale. Aveva assistito alla scena anche il capo del personale dell'istituto, che rilasciò una dettagliata deposizione. I malviventi, fuggiti in motorino, vennero inseguiti. I due si separarono, e uno dei membri del commando, Mario Rossi, fu arrestato da due brigadieri. Il secondo fu identificato grazie alla prova fotografica e arrestato l'anno successivo.

I legami di Rossi con il terrorismo e l'arresto del secondo malvivente in un appartamento legato al gruppo, fecero emergere un intreccio di rapporti tra la rapina e i movimenti terroristici di sinistra, sostenendo la tesi dell'atto criminoso come via di autofinanziamento.

Nel servizio, siamo andati a conoscere il Circolo che porta il nome della vittima, ed abbiamo intervistato Franco, il fratello di Alessandro Floris.

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