processo Morandi, spunta una mail del 2016

processo Morandi, spunta una mail del 2016
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C'è un nuovo documento che entra nel fascicolo del processo per il crollo del ponte Morandi (14 agosto 2018, 43 vittime).

Si tratta di una mail del 2016 nella quale venivano indicate le parole da non usare nei report sui viadotti controllati da Spea (la società controllata di Aspi che si occupava della sorveglianza) e che, secondo l'accusa, dimostrerebbero la prassi di 'edulcorare' il reale stato delle infrastrutture.

La mail era stata spedita dagli imputati Alberto Ascenzi (all'epoca del crollo responsabile dell'ufficio Spea Supporto tecnico alla vigilanza) e Fabio Sanetti (allora responsabile dell'ufficio di Spea Sorveglianza Utsa del Primo tronco) al collega di Firenze Andrea Pancani. Nella mail i due dicono a Pancani di eliminare, nelle osservazioni in calce alle relazioni trimestrali, le parole "non ispezionabili", "non accessibili e "calcestruzzo in distacco".
    La mail è stata acquisita agli atti dopo che Pancani ne aveva fatto cenno nel corso del suo esame come testimone lunedì.
    Durante l'interrogatorio era emerso che dopo il crollo del Morandi "i nuovi metodi di controllo hanno determinato in media l'innalzamento dei livelli di pericolosità di molte opere". E con le ispezioni di società esterne si è visto come le opere con voti 60 e 70 (quindi con ammaloramenti gravi) sono passati da zero nel 2018 a, rispettivamente, 18 e 4 nel quarto trimestre del 2019.

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