Spazi pubblici di aggregazione in ogni Municipio.

Spazi pubblici e diritto allo sport: con la Sindaca Silvia Salis al via un percorso partecipato per l’identificazione di nuove aree polifunzionali in ogni Municipio.

"La partecipazione attiva dei giovani - ha detto la Sindaca di Genova - delle associazioni e delle realtà sportive del territorio dimostra quanto il tema degli spazi pubblici sia sentito e centrale nella vita quotidiana delle persone. I giovani vanno ascoltati, ai giovani vanno date risposte".

Spazi pubblici e diritto allo sport: con la Sindaca Silvia Salis al via un percorso partecipato per l’identificazione di nuove aree polifunzionali in ogni Municipio.

Si è svolto a Palazzo Tursi l’incontro tra la Sindaca di Genova, Silvia Salis, e il gruppo informale nato dal “flash mob” organizzato nel quartiere di Quarto e dalla successiva assemblea pubblica svoltasi a CSOA Zapata, sul tema della progressiva riduzione degli spazi pubblici di socialità e pratica sportiva in città.

All’incontro hanno partecipato anche  l’Assessore Davide Patrone, Angelo Gazzo (responsabile per le deleghe allo sport e agli impianti sportivi del Comune di Genova) e Andrea Bassoli, a conferma della rilevanza trasversale del tema affrontato.

Il gruppo promotore – costituitosi spontaneamente in forma apartitica e cresciuto attraverso il coinvolgimento di associazioni e ASD del territorio – ha consegnato alla Sindaca la petizione che ha raccolto quasi 3000 firme, portando all’attenzione dell’Amministrazione una richiesta chiara: riconoscere lo spazio pubblico come infrastruttura sociale essenziale e non residuale nelle scelte urbanistiche e di governo della città.

Il tema centrale dell’incontro è stato chiaro: tornare a pensare gli spazi pubblici e sportivi con una visione di lungo periodo, costruita insieme ai territori. Non interventi sparsi o occasionali, ma un piano complessivo per tutta la città, capace di incidere concretamente su come si progettano e si vivono gli spazi urbani.

In questo quadro si inserisce la proposta, accolta come base di lavoro, di individuare almeno una nuova area pubblica polifunzionale, attrezzata e verde per ciascun Municipio, da inserire nella programmazione strategica cittadina.

Non un intervento simbolico, non soltanto un dialogo sugli oneri urbanistici dei privati, ma un cambio di paradigma: pianificare preventivamente gli spazi destinati alla collettività, affinché la città non si trovi più a rincorrere le criticità o a compensare perdite senza alternative equivalenti e immediatamente fruibili.

Accanto a questo obiettivo, il gruppo promotore ha ribadito alla Sindaca diverse necessità e precisamente: 1) avviare una ricognizione sistematica dello stato manutentivo e dell’effettiva fruibilità delle aree esistenti; 2) rafforzare il ruolo dei Municipi nei percorsi decisionali, valorizzando i processi partecipativi già avviati, stimolando l’identificazione preventiva di nuove aree dedicate; 3) definire modelli di gestione trasparenti e coerenti con la funzione pubblica degli spazi, privilegiando la libera accessibilità e strumenti come i patti di collaborazione;  4) garantire che l’eventuale coinvolgimento di soggetti privati non prevalga sull’interesse generale né ne condizioni la destinazione d’uso; 5) garantire una via d’ascolto e di confronto costante con le ASD ed in gruppi informali di cittadini, pronti a mettersi a disposizione per facilitare la condivisione delle esigenze tra politica e abitanti di ogni quartiere.

Nel confronto è emersa la consapevolezza che il tema degli spazi pubblici non possa essere trattato come questione settoriale, ma come asse strategico che incrocia sport, salute, coesione sociale, politiche giovanili e qualità urbana. La necessità è quella di mettere a sistema strumenti urbanistici, programmazione politica e partecipazione civica, evitando sovrapposizioni e frammentazioni.

«L’incontro a Palazzo Tursi è stato un momento di confronto serio e costruttivo, che considero molto importante per il futuro della nostra città ha detto la sindaca Silvia Salis La partecipazione attiva dei giovani, delle associazioni e delle realtà sportive del territorio dimostra quanto il tema degli spazi pubblici sia sentito e centrale nella vita quotidiana delle persone. I giovani vanno ascoltati, ai giovani vanno date risposte. Le quasi 3000 firme raccolte rappresentano un segnale chiaro: lo spazio pubblico deve tornare a essere un’infrastruttura sociale fondamentale nella pianificazione urbana. Una pianificazione che deve essere condivisa perché solo così si possono dare risposte al territorio, alle cittadine e ai cittadini. Credo che questo sia il senso più autentico del rapporto tra istituzioni e cittadinanza attiva: non una contrapposizione, ma una proposta condivisa per costruire una Genova più inclusiva, più vivibile e più attenta al diritto allo sport libero, alla socialità diffusa, ai giovani».

È stato concordato un nuovo incontro nella seconda metà di marzo, con il coinvolgimento degli uffici competenti, per avviare un lavoro tecnico e politico finalizzato a definire metodo, priorità e tempi di attuazione. Il gruppo promotore ha espresso apprezzamento per la tempestività con cui l’Amministrazione ha accolto la richiesta di confronto, considerandola un segnale concreto di attenzione istituzionale e disponibilità al dialogo.