Il 9 giugno, alle 18.50, presso la chiesa di Santa Maria della Cella a San Pier d’Arena

Cerimonia di inaugurazione per la conclusione della prima fase di lavori previsti alla chiesetta di Sant’Agostino.

La tradizione narra che qui vi fosse la primissima "cella" o cappella eretta per accogliere temporaneamente le spoglie di Sant'Agostino d'Ippona nel 725, quando il re longobardo Liutprando le fece trasportare dalla Sardegna a Pavia, approdando proprio sulla spiaggia di San Pietro d'Arena. È proprio da questa storica "cella" che la parrocchia prende il nome.

Cerimonia di inaugurazione per la conclusione della prima fase di lavori previsti alla chiesetta di Sant’Agostino.

Martedi 9 giugno, alle 18.50, presso la chiesa di Santa Maria della Cella in via Giovanetti a San Pier d’Arena ci sarà un momento molto importante.

Si terrà infatti la cerimonia di inaugurazione per la conclusione della prima fase di lavori previsti alla chiesetta di Sant’Agostino, che è situata nel cortile – un tempo chiostro del convento agostiniano –  della stessa chiesa di Santa Maria della Cella.

L’intervento ha permesso di avviare un cammino volto a riportare questo edificio sacro ed il contesto in cui esso si eleva all’antico splendore. Sant’Agostino della Cella rappresenta un importante tassello del patrimonio storico e culturale genovese nonché un segno visibile della fede, della memoria e dell’identità di una comunità religiosa e dell’intero quartiere di San Pier D’Arena.

Si tratta, e pochi lo sanno, di una delle perle storiche e architettoniche più preziose e antiche di tutta Genova.

Quello che storicamente era un chiostro quadrangolare a due piani dell’antico convento degli Agostiniani, ha vissuto una storia tormentata.

Infatti, fu quasi interamente demolito e devastato dal tragico bombardamento aereo del 9 giugno 1944 (proprio 86 anni fa). Il crollo delle strutture del chiostro durante la guerra ha però riportato definitivamente alla luce (e permesso quindi il restauro) la suggestiva Cappella di Sant’Agostino della Cella, che sorge proprio in quell’area cortilizia interna.

La tradizione narra che qui vi fosse la primissima “cella” o cappella eretta per accogliere temporaneamente le spoglie di Sant’Agostino d’Ippona nel 725, quando il re longobardo Liutprando le fece trasportare dalla Sardegna a Pavia, approdando proprio sulla spiaggia di San Pietro d’Arena.

È proprio da questa storica “cella” che la parrocchia prende il nome.

Oggi lo spazio è accessibile passando proprio dai locali parrocchiali e dalla sagrestia della Chiesa di Santa Maria della Cella, svelando un angolo di straordinario misticismo medievale e silenzio, quasi sospeso nel tempo rispetto al tessuto urbano circostante.

Tornando ai giorni nostri, questo il programma della serata, comunicato da Mirco Oriati, membro e rappresentante dell’associazione Amici della Cella e della Parrocchia di Santa Maria della Cella.

Ore 18,50 Accoglienza degli ospiti e saluti istituzionali, ore 19,15 Intervento musicale de “I Solisti di Genova”, ore 19,50 Cerimonia di inaugurazione: breve relazione tecnica sull’intervento svolto e svelamento della targa commemorativa. A seguire sarà possibile l’accesso allo spazio restaurato. Ore 20,10 brindisi per celebrare insieme il traguardo raggiunto.

L’intervento musicale dei Solisti di Genova prevede i seguenti brani: -Johann Sebastian Bach (1685-1750): “Aria, dalla Suite n° 3 in re maggiore per orchestra, BWV 1068”; -Antonio Vivaldi (1648-1741): “Concerto in sol minore per due violoncelli, archi e basso continuo, RV 531 Allegro, Largo, Allegro” (solisti: Netanel Cipriani, Enerel Lkhaasuren) -Antonio Vivaldi: “Concerto in la maggiore per archi e basso continuo, RV 158, Allegro molto, Andante molto, Allegro. (Violini primi: Nicolò Giandomenico de Stefani, Cyprian Fenrych-Beecroft, Emujin Enkhbaatar,  Riccardo Sasso. Violini secondi: Lorenzo Ansaldi, Glenda Buffa, Clara Franceschi. Viole: Riccardo Franconi, Francesco Armanino. Violoncelli: Netanel Cipriani, Ingrid Mascialino Sudmeier, Enerel Lkhaasuren.

Un appuntamento socio-culturale da non perdere.